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VENEZIA - LA RICERCA PUBBLICATA DALLA RIVISTA SCIENCE. IL RICERCATORE: «È LA SOLA GRANDE CITTÀ ROMANA NEL NORD ITALIA CHE NON È STATA SOTTERRATA DA QUELLE SORTE SUCCESSIVAMENTE»

I GEOGRAFI SCOPRONO L'ANTENATA DI VENEZIA
RICOSTRUITA LA PIANTA DELL'ANTICA ALTINO

di Massimo Favaro

Ponti, canali, teatri: un'equipe di Padova, guidata dal professor Mozzi, ha ricostruito la città. Occupava il nord della laguna prima della nascita della Serenissima.

The Map of Altinum, Ancestor of Venice
PADOVA - Ponti, canali, mura, abitazioni, e poi costruzioni monumentali quali il teatro, la basilica e il foro: è stata ricostruita in tutto il suo splendore la topografia di Altino, l«antenatà di Venezia, la città romana che occupava la zona della laguna settentrionale e che aveva già un sofisticato sistema architettonico completamente adattato all’ambiente lagunare.
A fotografarla in ogni dettaglio, in uno studio di telerilevamento pubblicato sulla rivista Science e basato su foto aeree anche a infrarossi, è stata l’equipe coordinata da Paolo Mozzi del dipartimento di Geografia dell’Università di Padova, insieme, tra gli altri, ad Andrea Ninfo. «I nostri risultati - spiega Mozzi - ottenuti principalmente attraverso l’elaborazione di foto aeree scattate nello spettro del visibile e dell’infrarosso (comprate da Telespazio) e con un metodo di ricostruzione in 3D detto di elevazione digitale, suggeriscono che c’era una apertura di Altino verso la laguna, che era un porto protetto usato anche per traffici mercantili».
La città di Altino, nota dal XIX secolo, era già abitata nel primo millennio A. C. dai paleoveneti, poi nel II secolo A. C. fu annessa a Roma. I Romani ampliarono la città, valorizzando la zona attraverso interventi di bonifica. «Noi ne abbiamo ricostruito la struttura, tracciato la mappa - spiega Mozzi - perchè finora ci si limitava a sapere che Altino era lì ma senza sapere come fosse fatta». Le foto usate nello studio danno una visione di quello che c’è subito al di sotto del terreno arato e sono state scattate nel 2007 in un periodo di grave siccità, per questo hanno reso possibile vedere bene i resti sotto il terreno (che corrispondono alla città di epoca romana). Ne emerge un quadro molto dettagliato: «Vediamo una cinta muraria - descrive Mozzi - un teatro, un anfiteatro fuori le mura, la basilica, il foro con il mercato, poi una strada principale connessa con la via Annia; si vede inoltre un canale che taglia in due la città e va in direzione della laguna. Considerando il livello del mare in età romana - continua Mozzi - quel canale doveva essere connesso con la laguna, inoltre era connesso con i fiumi e quindi rappresentava un punto di raccordo tra sistemi fluviale e lagunare». A ridosso delle mura, inoltre, il canale forma una porta acquea e le mura diventano ponte.  «Con dimensioni comparabili a quelle di Pompei - spiega Mozzi - Altinum è la sola grande città Romana nel Nord Italia e una delle poche in Europa che non è stata sotterrata dalle città sorte successivamente, medievali e moderne ed è per questo che possiamo vedere così bene le strutture cittadine dell’epoca romana», si vedono addirittura le case e le strade interne. «I nostri risultati indicano l’esistenza di una complessa struttura urbana con varia e spettacolare architettura che si è adattata alla peculiarità dell’ambiente lagunare - si legge su Science. Questi dati mostrano che i Romani riuscirono con successo a sfruttare l’ambiente anfibio parecchi secoli prima che la città di Venezia cominciò ad emergere sull’arcipelago in mezzo alla laguna». C’è tuttora un lavoro in corso in accordo con la Regione Veneto e la Sovrintendenza, spiega Mozzi, per verificare lo stato di conservazione delle strutture nel sottosuolo, considerando che Altino è stata ’smontatà e spogliata dei suoi materiali preziosi per costruire la vicina Torcello e Venezia. Un’opera di scavi sarebbe troppo complicata, conclude Mozzi, ma questo lavoro e le nostre ricerche in corso permetteranno di capire quanto c’è di intatto di questo importante patrimonio storico e archeologico.

Ancient Roman City Rises Again
By Andrew Curry
ScienceNOW Daily News
30 July 2009

From the ground, a 100-hectare site just north of Italy's Venice airport looks like nothing more than rolling fields of corn and soybeans. But it's actually home to a buried Roman metropolis called Altinum, considered the precursor of ancient Venice. Now, using sophisticated aerial imagery, researchers have brought this city to life once again.
Archaeologists have known for decades that Altinum, a Roman trading center that thrived between the 1st and 5th centuries C.E., lay below these farm fields. Raised 2 to 3 meters above the surrounding marshy lagoon by centuries of human habitation, the city was approximately the size of Pompeii. Its history could stretch back to the Bronze Age, and it dominated the region for at least 600 years before it became a part of the Roman Empire.

But all traces of Altinum's buildings have long since disappeared, either stolen as building material or swamped by rising water levels in the surrounding lagoon. So how to map a city with no visible ruins? In July 2007, during a severe drought, Paolo Mozzi, a geomorphologist at the University of Padua in Italy, and his team took aerial photos of the site in several wavelengths of visible light and in near-infrared, with a resolution of half a meter.

When the images were processed to tease out subtle variations in plant water stress, a buried metropolis emerged. The researchers discovered that the crops planted on the land were in different stages of ripening, thanks to differences in the amount of water in the soil. Lighter crops traced the outlines of buildings--including a basilica, an amphitheater, a forum, and what may have been temples--buried at least 40 centimeters below the surface. To the south of the city center runs a wide strip of riper crops. They were growing above what clearly used to be a canal, an indication that Venice's Roman forebears were already incorporating waterways into their urban fabric.

In fact, Altinum's end may have been Venice's beginning. The first century Roman historian Strabo mentions Altinum's importance: Its location near both heavily traveled sea routes and along roads running north to the edges of the Roman Empire made it a critical mercantile center. But as waves of barbarians invaded, Altinum was a ripe target. Finally, in the 7th century C.E., a Lombard invasion pushed the city's beleaguered residents onto the defensible islands of the Venice lagoon.

Altinum was eventually abandoned entirely. Most of the ancient city's stones were stolen in the Middle Ages to be reused elsewhere. Land-reclamation efforts in the 19th century turned the area from marsh into farm fields. "Altinum is unique because it was not built upon in later times," Mozzi says. Previous archaeological excavations have focused mainly on the city's necropolis, located outside the walls; this is the first-ever glimpse of the city's layout.

Local officials are enthusiastic about the study, which will be published in tomorrow's issue of Science. "Before what Professor Mozzi has done, it was impossible to imagine the complexity and distribution of the main buildings and structures of the municipium," Margherita Tirelli, inspector of the Archaeological Superintendence of Veneto and director of the National Archaeological Museum of Altinum, writes in an e-mail.

Mozzi and his team are planning further survey work, including scans of the area with a remote-sensing technology known as LIDAR, which will help create a higher-resolution topographic map of the site. The team also plans to sample soil at the site to see whether environmental conditions, such as flooding or drought, might have contributed to Altinum's abandonment. The images will help archaeologists pinpoint the best locations for future excavation, Tirelli says: "They will help us very, very much in our future work of conserving the ancient site of Altinum. At the moment, we have a lot of hopes and plans but no money."

Articolo pubblicato dalla Rivista Science

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